Regionali. Benini e Campanini (M5S): «Disabili, il Pd fa demagogia, noi invece impegnati a garantire tutele e rimborsi per le famiglie»

Simone Benini e Marco Campanini

«Una delle candidate consigliere alla Regione per il Pd dichiara alla stampa che si impegnerà per l’abbattimento delle barriere architettoniche: il classico slogan che si tira fuori quando non si vive il problema, non si sa cosa dire e si punta solo a raccattare voti. Il problema è assai complesso e i disabili e le loro famiglie lo sanno bene»: così interviene Marco Campanini, candidato M5S nella lista bolognese, disabile, già candidato a sindaco a Pieve di Cento e attivista battagliero per la tutela dei diritti delle persone più svantaggiate. Al suo fianco, a sostenere e condividere impegno e dichiarazioni, è Simone Benini, candidato per il Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Emilia Romagna.

«La questione delle barriere architettoniche si risolve solo nel lungo periodo oppure con un intervento deciso – proseguono Campanini e Benini – Ma se le persone non possono uscire di casa perché non hanno un accompagnatore oppure sono finiti in una struttura perché non hanno nessuno, di che stiamo parlando? Sarebbe già un traguardo anche solo raggiungere in totale autonomia i luoghi di svago, senza sempre dover trovare qualcuno disposto ad accompagnarti. Che ci volete fare… è il magico mondo del Pd, dove esistono solo i problemi superficiali e visibili».

Campanini e Benini sollevano anche un’altra questione, quella della fornitura di energia elettrica per le persone con gravi forme di disabilità che sono costrette ad attaccarsi a macchinari per la sopravvivenza. «Ciò comporta ingenti spese da parte delle famiglie per la bolletta elettrica, si arrivano a spendere in certi casi fino a 2 o 3 mila euro l’anno. La normativa nazionale prevede già un bonus elettrico per chi ha un disagio fisico qualora un componente del nucleo familiare affetto da gravi problemi di salute abbia necessità di utilizzare apparecchiature salvavita. A disciplinare le regole per l’applicazione dello sconto è l’Arera, l’Autorità Nazionale dell’Energia. Nel 2018 il numero delle famiglie destinatarie del solo bonus elettrico per disagio fisico sono state nel territorio nazionale quasi 36.000, benché il contributo arrivi a coprire attualmente solo fino al 30-40% del totale. Ma se la Regione si muovesse, si potrebbe fare ancora meglio. La Regione Marche si è già mossa, approvando nel 2017 una mozione per i rimborsi delle spese per l’energia elettrica alle famiglie con malati dipendenti da apparecchiature elettromedicali, operazione assolutamente sostenibile che non va a incidere negativamente sui bilanci dell’ente. Ebbene, anche in Emilia Romagna può accadere con l’impegno del M5S e di chi conosce veramente i problemi dei disabili».

«Respirare, come nutrirsi, è diritto incontrovertibile della persona, è necessario alla sua sopravvivenza – conclude Campanini – cosa che va assolutamente compresa».